L’ultimo concerto di Zucchero ha rischiato di finire in rissa, se non peggio. Non una rissa tra il pubblico che può anche capitare, quando c’è tanta gente non si sa mai come va a finire. Una rissa tra il pubblico e lo stesso Zucchero.
Come documentato da questo articolo di Corriere.it e dal filmato del TG5, il prode cantante, tronfio della sua fama e quindi intoccabile, ha iniziato ad insultare il pubblico. Per scaldare l’atmosfera dice.
Le parole che ha pronunciato sono all’indirizzo di una persona colpevole di non essere troppo interessata al concerto sono state:
«Lavandino, baraccone, bagascione, cassonetto, sei uno schifo»
e al pubblico in generale successivamente:
«Per sopportarvi ci vogliono due palle così!»
«Non sono qui per voi ma per i soldi che mi danno»
Teniamo anche presente che per questa performance Zucchero è stato pagato 300.000€. Se non per il pubblico almeno un po’ di rispetto per i soldi che gli sono arrivati dovrebbe averlo, visto che era lì solo per quelli.
ma perchè ha fatto tutto ciò:
Vero, è stata una serata molto movimentata. In queste occasioni hai davanti un pubblico particolare, che non è quello dei concerti. Stanno tutti seduti, allora, per smuovere la gente, faccio battute sarcastiche, qualche provocazione, anche pesante, mi piace aizzare, non lo nego. C’era quella signora che giocava con il telefonino… però, se lo fa un comico, tutti a ridere ed applaudire. Se lo fa un cantante, passa per cafone»
Io un atteggiamento simile non lo sopporto nemmeno da un comico, figuriamo da un cantante che dovrebbe, appunto, cantare.
Veniamo un po’ anche agli organizzatori però che hanno anche loro un bel po’ di responsabilità. 5 anni fa era successa la stessa cosa, sempre nello stesso hotel e sempre con Zucchero. A questo punto direi che ha ragione il cantante:
«Se mi hanno richiamato significa che li faccio divertire»
In tutto questo il irspetto del pubblico va a farsi benedire, l’importante è provocare e basta. Ma provocare per cosa?