Archivio per la Categoria Società

Lauree comprate a Catanzaro. Si parla di scandalo

Posted in Società con i tag , , on Marzo 24, 2009 by ilConsigliere

laurea1 Il corriere on line ci informa di un’inchiesta che coinvolge l’Università di Catanzaro dove alcuni esami sarebbero stai venduti e quindi le lauree ottenute non regolari.

Si tratta della facoltà di giurisprudenza e le lauree coinvolte sarebbero 48. Molti di questi laureati sarebbero già avvocati o praticanti.

Il giornale parla di scandalo in questa università e probabilmente lo sarebbe anche se non considerassimo un fatto essenziale.

Ossia che era proprio a Catanzaro che si andava per passare l’esame di stato per diventare avvocato. ne abbiamo esempi eclatanti anche tra i nostri ministri. Le cose sono diverse, ma non mi sembra così difficile immaginare che il malcostume di cui si parla tanto sia limitato solamente ad un aspetto. E’ più facile immaginare che sia diffuso, soprattutto visto che il settore interessato è lo stesso.

Quindi, ben venga quest’inchiesta, ma che non si parli di scandalo, ma dell’emersione di qualcosa che già si pensava.

I giovani italiani e la politica

Posted in Politica, Società con i tag , , on Ottobre 2, 2008 by ilConsigliere

Una decina di giorni fa è stata pubblica una notizia che secondo me merita una certa attenzione. Attenzione che però non c’è stata. Siamo talmente assuefatti da notizie inutili che ormai non riusciamo, persone normali e giornalisti, a capire cosa sia una notizia che indica come si sta muovendo una nazione.

Mi riferisco a questa notizia pubblicata dal Corriere della sera. Già il titolo dice tutto: “I giovani italiani: salvateci dai politici”.

Secondo un sondaggio tra i giovani tra i 18 e i 35 anni la classe politica italiana è sconfortante e per trovare qualcosa di positivo si rivolgono a esrcito e forze dell’ordine. Il messaggio sembra chiaro: hanno fiducia in quello che non è politica, in qualcosa di assoluto, come le forze dell’ordine o l’esercito. C’è quindi bisogno di qualcosa di forte, come le istituzioni, ma la politica le ha rovinate e quindi ci si rifugia in altre istituzioni.

Dato, questo, confermato anche dal fatto che i giovani italiani sono motlo più europeisti dei giovani degli altri paesi europei. I politici italiani hanno stancato, sono sconfortanti per cui si guardano attorno. E questo è l’aspetto bello di questa ricerca: viene in luce che, malgrado i nostri politici e come hanno conciato la nostra Italia, i giovani sono vivi e capaci di distinguere quello che hanno davanti.

Tra professori ed allievi la scuola degenera

Posted in Società con i tag , , , , on Marzo 14, 2008 by ilConsigliere

Un ragazzo che si fa le canne a scuola ormai non fa più notizia. Girate un attimo su youtube e troverete parecchi video che documentano questo fatto.

Un professore che si fa le canne a scuola invece fa ancora notizia. Per foruna! Non oso immaginare cosa vorrebbe dire il contrario.

Questo è il video di cui tutti parlano

Si vede questo professore che fuma qualcosa in classe davanti agli studenti che, evidentemente divertiti dal fatto, lo sbeffeggiano senza alcuna reazione.

Due messaggi negativi: la canna e la perdità di rispetto.

Che fosse effettivamente una canna o una semplice sigaretta come è stato detto poco importa. Non è tanto il contenuto, ma il gesto che conta.

Premesso che in privato può fare quel che vuole basta che non infici il suo rendimento sul lavoro, l’esempio che da agli studenti è che fumare è una cosa positiva. I professori sono infatti insegnanti e in questo modo insegnano a fumare che come tutti sanno è dannoso per la salute.

Si hanno dati impressionanti circa il numero di adolescenti che fuma e che inizia a fumare sempre più presto e non si ha certo bisogno che vanga inculcato questo vizio a scuola da chi è preposto a fornire modelli positivi.

La speranze che scene del genere non si rivedano più anche se c’è stato anche chi in passato ha palesemente appoggiato i professori che si fanno le canne. Ed era un ministro della salute del Governo italiano. Mi sto riferendo a Veronesi che combatte contro i tumori, ma che non condanna la canna. Come se per le canne non si usassero le sigarette. Probabilmente l’ideologia aveva preso il sopravvento sulla scienza.

Napoli come simbolo dell’Italia in decadenza

Posted in Politica, Società on Gennaio 9, 2008 by ilConsigliere

Quando ho iniziato a parlare di Decadenza Italiana dicevo che questo periodo è il figlio naturale di quello che molti indicavano il periodo buio della nostra storia recente riferendosi quindi a quando scoppiò tangentopoli 15 anni fa. Dicevo che era questo perché in quel momento era iniziata la degenerazione mentre adesso si era arrivati all’apice (sperabilmente) del degrado.

Oggi sul Corriere l’editoriale di Pierluigi Battissta ricalca esattamente il mio pensiero. Analizziamo cosa dice:

Sepolte sotto una montagna di rifiuti, giacciono le spoglie della Seconda Repubblica. Il sogno infranto del «grande cambiamento » lascia le sue scorie nella discarica della vergogna. Marciscono le promesse e i sogni fioriti quindici anni fa. E si chiude nel peggiore dei modi la chimera di un fantastico «nuovo Rinascimento »: non solo la sigla magniloquente di un esperimento che ha trovato in Antonio Bassolino il suo profeta, ma la presunzione fatale di un ciclo politico che avrebbe dovuto archiviare per sempre i fantasmi di un Medioevo chiamato Prima Repubblica. Tutto seppellito nel caos e nelle fiamme della jacquerie napoletana, mentre l’Italia della Seconda Repubblica prende la forma dei cumuli di spazzatura che le tv di tutto il mondo trasmettono come simbolo umiliante del nostro Paese. Altro che Rinascimento italiano.

E’ di quel periodo il cambio della legge elettorale per le amministrative e ci si aspettava molto da questo nuovo modello. Bassolino è stato il primo di questi Sindaci eletti dal popolo ed è per questo che adesso la situazione napoletana può venire letta come un’anteprima per il Paese.

Ma Napoli è solo la versione macroscopica di un caso italiano senza redenzione. Quindici anni in cui sono nate Bicamerali per le riforme, si sono vagheggiate senza requie assemblee costituenti, si sono invocati confronti costruttivi tra gli schieramenti, ma che ancora non sono stati sufficienti per trovare un minimo accordo su una legge elettorale decente e condivisa. Quindici anni trascorsi a discettare sull’«anomalia» italiana, senza che un solo passo concreto abbia provveduto a sanarla.

In questi quindici anni abbiamo avuto la piena dimostrazione che il cambio provocato da tangentopoli ha cambiato sì la classe politica italia, ma, se possibile, quella che è arrivata dopo è stata peggiore della prima. Politci inadeguati al momento storico che stiamo vivendo.

Quindici anni che non sono bastati a smaltire l’ebbrezza della «rivoluzione giudiziaria » che travolse nel disonore la Prima Repubblica, sperando senza confessarselo che i giudici potessero completare il lavoro a danno del nemico politico: salvo accorgersi troppo tardivamente che a Napoli la magistratura nulla sa dello scandalo della spazzatura che oscura il Vesuvio ma in compenso si prodiga alacremente per sciogliere il mistero delle vallette raccomandate. Quindici anni vissuti nell’ossessione di Berlusconi, convinti che con la sua eventuale uscita di scena i problemi si sarebbero dissolti, che la spazzatura si sarebbe smaterializzata, che la buona amministrazione avrebbe trionfato in virtù di una supposta superiorità morale. Quindici anni a maledire i vecchi partiti, i rimasugli che ne restavano, gli apparati impegnati ad arrestare il luminoso avanzamento del «nuovo », del puro, dell’incorrotto e dell’incorruttibile.

Si spalanca una voragine tra le promesse e le realizzazioni, tra i propositi e i risultati. Ma questa non sarebbe una novità. È nuova invece, e sconvolgente, la rivelazione della spaventosa vacuità di quel discorso ideologico. Un’ideologia, una retorica, un lessico che hanno sostituito la realtà, trascinando nell’autocompiaciuto rigetto del passato ogni esame serio dei mali che avevano messo la pietra tombale sulla Prima Repubblica. Hanno degradato la politica all’arte dell’apparire e del proclamare, rinviando sine die ogni soluzione credibile. È più di una delusione: è la scoperta di un bluff durato quindici anni.

Il de profundis della Seconda Repubblica [...] delegittimata dal confronto con i successi altrui. Svuotata dal dubbio che nel mondo la «nuova» Italia stia perdendo la partita decisiva, resa per noi impraticabile da un mare di spazzatura.

E’ questo il momento della presa di coscienza che gli ultimi quindici anni sono stati anni in cui abbiamo perso molto e guadagnato molto poco. Anni in cui i politici sono stati peggiori dei precedenti.

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Un Nobel italiano. Forse

Posted in Società con i tag , on Ottobre 9, 2007 by ilConsigliere

E’ di ieri la notizia che Mario Capecchi riceverà il Nobel per il suo lavoro sulle cellule staminali. Un riconoscimento atteso da tutta la comunità internazionale per il suo lavoro.

I giornali italiani l’hanno subito definito un Nobel italiano, con quel nome e cognome non può essere altrimenti. E tutti hanno iniziato a felicitarsi che un italiano abbia vinto il prestigioso premio internazionale.

Perché ne parlo qua dove parlo di dacandenza? Perché definirlo italiano è decisamente forzato e di italiano ha ben poco oltre al cognome. Leggendo la sua biografia scopriamo che la madre era figlia di una pittrice americana e di un archeologo tedesco. Dopo varie vicissitudini è emigrato negli Stati Uniti quando aveva solo 9 anni e lì si è iscritto per la prima volta ad una scuola. Praticamente ha fatto tutta la vita in America e non ha mai visto una scuola italiana.

Sì, è vero, ha origini italiane, ma da qui a considerarlo italiano e a felicitarsi come se fosse un genio italiano ne passa. Non per sminuire la portata della su intelligenza e del suo lavoro, ma proprio perché è da considerarsi americano a tutti gli effetti.

Rimane il rimpianto appunto che non abbia potuto lavorare in Italia e che non sia un prodotto della nostra scuola.

Ancora Garlasco

Posted in Società con i tag on Ottobre 3, 2007 by ilConsigliere

Si fa un gran parlare del delitto Garlasco che ho chiamato delitto show in un recente post. All’epoca ero abbastanza incentrato sulla figura delle gemelle K a cui avevano dedicato anche un sito (che vi risparmio) con le varie elaborazioni del fotoritocco che le due cugine avevano fatto.

In realtà non è che me la prendessi più di tanto con loro, le consideravo (e le considero anche adesso) un prodotto di questa nostra società, il frutto della nostra decadenza.

Ci ritorno su perché sto notando che adesso sono in molti a parlare di Garlasco show riferendosi a questo delitto. E non è un caso. Di materiale per i giornali e le televisioni ce n’è in abbondanza. E’ però materiale che vale poco ai fini delle indagini (e infatti il GIP l’ha rifiutato), ma non per i mass media che si gettano come avvoltoi sul più piccolo indizio di morbosità di possa trovare nella spazzatura.

E intanto Chiara è morta e tutti ci speculano sopra.

La Cassazione mi da ragione

Posted in Politica, Società on Settembre 14, 2007 by ilConsigliere

Quando ho aperto questo blog parlavo di un involgarimento della società italiana partendo dai politici che dicono di rappresentarci.

In questo articolo si racconta quello che dicevo io, ma questa volta chi lo dice non sono io ma la Cassazione.

La Cassazione ha infatti assolto un consigliere comunale reo di aver accusato il proprio Sindaco di

Tangentopoli buccinese e di clientelismo come conseguenza del voto di scambio

Non solo l’ha assolto perché esistono  i presupposti per l’esercizio del diritto di critica politica ma perché

il linguaggio di molti politici di livello nazionale, ed in alcuni casi addirittura dei leader, si è talmente involgarito ed è divenuto così aggressivo, che non deve meravigliare se poi rappresentanti politici locali imitino i propri capi

Ha praticamente esposto il mio pensiero sulla politica italiana.

Beh, fa piacere vedere di non essere il solo a pensarla così.

Prima delle ferie

Posted in Politica, Società on Agosto 27, 2007 by ilConsigliere

Ultimo post prima delle ferie.

Di materiale in giro per parlare di decadenza ne possiamo trovare a bizzeffe: da Bossi che chiede i fucili per i lombardi alle ragazze che perché annoiate si sono messe a sparare davvero sui passanti.

Da Veltroni e Bindi che litigano per guidare il PD a Berlusconi (o Brambilla) che crea un nuovo partito per gli insoddisfatti (come se chi è insoddisfatto del Silvio si mette a votare una sua creatura per nuova che sia).

Da chi vorrebbe mettere aumentare le tasse sulle rendite a chi vorrebbe rimettere i soldi nelle tasche della gente. E fanno parte dello stesso schieramento!

Insomma ne abbiamo di tutti i gusti… verrebbe quasi voglia di prendere esempio da Baldini (è per questo che ci conoscono in Germania):

Delitto show

Posted in Società on Agosto 22, 2007 by ilConsigliere

Ecco che ci stiamo apprestando a vivere una nuova puntata del delitto show. Edizione 2007. Come per il Grande Fratello ogni anni c’è qualche delitto che ci appassiona particolarmente. Da Cogne al piccolo Tommy e adesso quello di Garlasco.

L’aumento di morbosità con cui guardiamo a questi eventi è direttamente proporzionale all’aumento della voglia di fama dei protagonisti o co-protagonisti, come in questo caso della vicenda. Ormai infatti non si parla più dell’omicidio e della ragazza assassinata in quel modo orrendo. Nossignori, si parla delle due cugine gemelle. Non ci si poteva far scappare un’occasione del genere. Gemelle, poi.

Adesso si parla solo del fotomontaggio che hanno fatto per far vedere che erano spesso con lei. Si parla della loro voglia di apparire e della loro voglia di racconatare, solo ad alcuni però. Mentre infatti negano a parole un memoriale sulla vittima al giornalista del Corriere perché sarebbe una vigliaccata, lo scrivono per Oggi (che dopo non aver pubblicato le foto di Sircana non si vuole perdere nessuno scoop). Magari tra un po’ le assumeranno come giornaliste visto che si spacciano per tali anche se non hanno mai collaborato ad un giornale.

E in tutto è facile dimenticarsi di Chiara e dei suoi ultimi istanti di vita.

Il giornalista del Corriere chiude domandandosi se il loro cuore riuscirà a salvarle, ma mi domando quando la nostra società riuscirà a salvarsi. Abbiamo visto solamente emergere la voglia di apparire anche in un contesto del genere e i giornalisti che assecondano questa voglia. Ormai la sindrome da Grande Fratello ci segue e ci persegiuta. Quando finirà?

Zucchero amaro

Posted in Società on Agosto 14, 2007 by ilConsigliere

L’ultimo concerto di Zucchero ha rischiato di finire in rissa, se non peggio. Non una rissa tra il pubblico che può anche capitare, quando c’è tanta gente non si sa mai come va a finire. Una rissa tra il pubblico e lo stesso Zucchero.

Come documentato da questo articolo di Corriere.it e dal filmato del TG5, il prode cantante, tronfio della sua fama e quindi intoccabile, ha iniziato ad insultare il pubblico. Per scaldare l’atmosfera dice.

Le parole che ha pronunciato sono all’indirizzo di una persona colpevole di non essere troppo interessata al concerto sono state:

«Lavandino, baraccone, bagascione, cassonetto, sei uno schifo»

e al pubblico in generale successivamente:

«Per sopportarvi ci vogliono due palle così!»

«Non sono qui per voi ma per i soldi che mi danno»

Teniamo anche presente che per questa performance Zucchero è stato pagato 300.000€. Se non per il pubblico almeno un po’ di rispetto per i soldi che gli sono arrivati dovrebbe averlo, visto che era lì solo per quelli.
ma perchè ha fatto tutto ciò:

Vero, è stata una serata molto movimentata. In queste occasioni hai davanti un pubblico particolare, che non è quello dei concerti. Stanno tutti seduti, allora, per smuovere la gente, faccio battute sarcastiche, qualche provocazione, anche pesante, mi piace aizzare, non lo nego. C’era quella signora che giocava con il telefonino… però, se lo fa un comico, tutti a ridere ed applaudire. Se lo fa un cantante, passa per cafone»

Io un atteggiamento simile non lo sopporto nemmeno da un comico, figuriamo da un cantante che dovrebbe, appunto, cantare.

Veniamo un po’ anche agli organizzatori però che hanno anche loro un bel po’ di responsabilità. 5 anni fa era successa la stessa cosa, sempre nello stesso hotel e sempre con Zucchero. A questo punto direi che ha ragione il cantante:

«Se mi hanno richiamato significa che li faccio divertire»

In tutto questo il irspetto del pubblico va a farsi benedire, l’importante è provocare e basta. Ma provocare per cosa?